Il cinema, o cinematografia è l'insieme delle arti,
delle tecniche e delle attività industriali e distributive che producono come risultato commerciale un film.
Nella sua accezione più ampia la cinematografia è l'insieme dei film che, nel loro complesso,
rappresentano un'espressione artistica che spazia dalla fantasia, all'informazione,
alla divulgazione del sapere.
La cinematografia viene anche definita come la settima arte.
Fin dalle origini, la cinematografia ha abbracciato il filone della narrativa,
diventando la forma più diffusa e seguita di racconto.
La pellicola cinematografica fu inventata il 1885 da George Eastman, mentre il primo cortometraggio si ritiene essere "Man Walking Around a Corner", di durata 3 secondi, risale al 1887, realizzato da Louis Aimè Augustin Le Prince.
"Man Walking Around A Corner"
Mentre la proiezione in sala di una pellicola nasce il 28 dicembre 1895, grazie all'invenzione dei fratelli Louis e Auguste Lumiére. i quali mostrarono per la prima volta, al pubblico del Salon indien du Grand Café del Boulevard de Capucines a Parigi, un apparecchio da loro brevettato, chiamato cinématographe. Tale apparecchio era in grado di proiettare su uno schermo bianco una sequenza di immagini distinte, impresse su una pellicola stampata con un processo fotografico, in modo da creare l'effetto del movimento.
La regia cinematografica è quella fase di lavorazione attraverso la quale si passa dalla sceneggiatura al film vero e proprio, ossia "dalla carta allo schermo". Questa fase include particolarmente le scelte artistiche della narrazione, l'organizzazione e la durata delle inquadrature. All'inizio di questa fase viene realizzato lo storyboard che permette di visualizzare con una serie di disegni l'idea della regia del futuro film.
La produzione di un film parte generalmente da un'idea. Lo sviluppo di questa idea porta alla stesura del soggetto, una prima bozza di quello che potrebbe diventare il copione di un film. Il soggetto, contenente solo lo svolgimento della vicenda in linea di massima, è presentato a uno o più produttori. Se ci sono i presupposti per uno sviluppo del progetto, il soggetto viene tramutato in sceneggiatura. Questo secondo processo è decisamente più lungo e delicato del precedente, e richiede delle buone conoscenze tecniche: una buona sceneggiatura, infatti, getta le basi per una buona riuscita del prodotto finale. Lo svolgimento dell'azione narrato nel soggetto viene elaborato e raffinato, creando il copione finale del film.
La fotografia cinematografica ha un ruolo fondamentale nella produzione di un film, essendo la responsabile principale dell'aspetto estetico finale del prodotto. Il direttore della fotografia è uno dei collaboratori più stretti e importanti del regista. Insieme decidono la composizione e il taglio dell'inquadratura, a che distanza inquadrare un soggetto, con quale angolo di ripresa, ecc. In base alla scena che si vuole riprendere, si deciderà, ad esempio, se effettuare una carrellata, una panoramica, un primo piano, un campo lungo, ecc. La vicinanza o meno della macchina da presa può influire, infatti, sulla carica emotiva della scena: ad esempio, inquadrando il volto di un attore o una scena di guerra. In questo contesto, possiamo affermare che la fotografia è l'arte di "raccontare per immagini", ed è parte integrante di quello che è definito come "il linguaggio cinematografico".
Il montaggio è solitamente considerato l'anima del cinema e parte essenziale della messa in scena operata dal regista.
Il primo a rendere evidenti le potenzialità del montaggio fu David W. Griffith nel film La nascita di una nazione,
ove teorizzò gli elementi alla base del "linguaggio cinematografico": inquadratura, scena e sequenza.
Grande attenzione al montaggio venne riservata dai registi sovietici degli anni venti.
Lev Vladimirovič Kulešov e Sergej Michajlovič Ėjzenštejn furono i principali teorici del montaggio.
Kulešov dimostrò l'importanza del montaggio nella percezione del film attraverso un famoso esperimento.
Facendo seguire sempre lo stesso primo piano dell'attore Ivan Il'ič Mosjoukine di volta in volta a un piatto di minestra,
un cadavere o un bambino, rese evidente che lo spettatore avrebbe letto nel volto fame, tristezza o gioia.
Questo prende il nome di Effetto Kulešov. Ejzenštejn invece teorizzò il "Montaggio delle attrazioni".
Nel 1923 pubblicò un saggio in cui anticipava la pratica che avrebbe usato poi nelle sue pellicole.
Nei suoi lavori, come Sciopero! (1925) o La corazzata Potëmkin (1925), il regista inserì varie immagini non diegetiche,
cioè estranee al testo filmico rappresentato, ma che per la loro capacità di esemplificazione potevano essere associate alle scene.
Ad esempio, in Sciopero!, la soppressione della rivolta viene mostrata attraverso lo sgozzamento di un bue.
Praticò un'estrema frammentazione delle inquadrature, per cui un unico gesto viene mostrato da più angolazioni.
Questo metodo di Montaggio si contrapponeva al montaggio classico o invisibile.
Hollywood infatti attraverso i campo-controcampo o i raccordi sullo sguardo cercava di rendere il montaggio il più fluente possibile.
Il montatore segue le indicazioni del regista,
che supervisiona il lavoro, e procede a visionare il girato tagliando le inquadrature utili e unendole tra loro.
Tutte le scene, girate secondo le esigenze della produzione, sono poi montate nell'ordine previsto dalla sceneggiatura,
o in altro ordine che emerge secondo le necessità della narrazione.
Non sono rari casi di film completamente rivoluzionati in fase di montaggio,
rispetto a come erano stati scritti (ad esempio Il paziente inglese, scritto e diretto da Anthony Minghella,
montato da Walter Murch, autore, fra l'altro, di un importantissimo testo di teoria del montaggio, In un batter d'occhi).
Con il termine colonna sonora ci si riferisce solitamente alle musiche di un film, ma il termine comprende l'audio completo (con dialoghi e effetti sonori). Dal punto di vista "fisico", la colonna sonora è l'area della pellicola cinematografica (il vero film) dedicata alla registrazione dell'audio rappresentata (nella lettura ottica) da una fascia sulla quale viene impressa una variazione continua della densità dei grigi oppure una doppia linea spezzata, visibile come un fitto zigzag. Nel caso di lettura magnetica, la fascia (o pista) su cui è inciso il "sonoro" non è parte integrante della pellicola, ma è ad essa incollata ed è costituita da una sottile banda di nastro magnetico. Mentre la banda ottica è - una volta registrata - fissa e immutabile, la banda magnetica si presta a manipolazioni, re-registrazioni, cancellazioni, sovrapposizioni. La banda ottica subisce gli stessi processi di degrado di tutta la pellicola, compresi graffi e macchie, e ne segue in definitiva la "vita". La pista magnetica, invece, è molto più delicata: è suscettibile di smagnetizzarsi, con la conseguente cancellazione del suo contenuto, ma anche di scollarsi dal supporto; in questo caso il reincollaggio è praticamente impossibile. Ne consegue che la pista ottica è di gran lunga la più usata, mentre la pista magnetica rimane prerogativa dei film a passo ridotto di tipo familiare (Super8). La colonna sonora di un film accompagna e sottolinea lo svolgimento della pellicola, e le musiche possono essere "originali" e non (due categorie premiate distintamente).
Gli effetti speciali sono una delle caratteristiche peculiari del cinema fin dai tempi del regista francese Georges Méliès,
inventore dei primi rudimentali effetti visivi, ottenuti tramite un sapiente montaggio e lunghe sperimentazioni.
Gli effetti sono stati poi progressivamente perfezionati grazie all'introduzione di nuove tecnologie,
passando attraverso diverse fasi di sviluppo, fino ad approdare ai moderni effetti basati sulla grafica computerizzata,
la quale ha rivoluzionato l'industria cinematografica liberando la fantasia di sceneggiatori e registi. Nonostante questo,
molti degli effetti dipendono ancora oggi dall'estro di coreografi, controfigure, truccatori, disegnatori, ecc.
Gli effetti speciali sono realizzabili sia durante le riprese sia in post-produzione, e sono classificabili in "visivi" e "sonori",
e anche in "effetti fisici" ed "effetti digitali".